Habeas MentisLibertas per limitem

Il progetto

Il Manifesto, i concetti che l’associazione propone e il programma di ricerca.

Parte prima

Il Manifesto

Umanesimo dell’Attenzione

L’orientamento culturale

Il Manifesto Umanesimo dell’Attenzione esprime l’orientamento culturale di Habeas Mentis. Muove da una considerazione: nell’ambiente digitale la tutela della persona non riguarda soltanto i dati e la riservatezza, ma anche le condizioni nelle quali si formano attenzione, valutazioni e decisioni.

Con l’espressione Umanesimo dell’Attenzione, Habeas Mentis propone di considerare l’attenzione come una condizione concreta dell’autonomia personale e della partecipazione alla vita sociale. L’obiettivo non è sottrarre la persona a ogni influenza, ma promuovere ambienti e sistemi nei quali l’influenza sia riconoscibile e la persona possa comprenderla, rifiutarla o interromperla.

Il Manifesto indica una direzione culturale, non una conclusione scientifica né l’esistenza di un nuovo diritto già riconosciuto. I concetti di Domicilio Psichico e Sovranità Cognitiva rappresentano gli strumenti con cui l’associazione intende sviluppare questa prospettiva e sottoporla al confronto giuridico, scientifico e istituzionale. Il motto Libertas per limitem esprime il principio secondo cui la libertà personale richiede anche limiti al potere di osservare, profilare e orientare il comportamento.

Il motto

Libertas per limitem

La libertà personale richiede anche limiti al potere di osservare, profilare e orientare il comportamento.

Parte seconda

Che cosa proponiamo

I

Il Domicilio Psichico

Domicilio Psichico è il nome che Habeas Mentis propone per indicare la sfera personale nella quale si formano attenzione, valutazioni, intenzioni e decisioni. Il concetto nasce dalla necessità di interrogarsi sulla protezione di questa sfera quando un ambiente digitale osserva il comportamento, ricava previsioni e modifica i contenuti o le modalità di interazione in funzione delle risposte dell’utente.

Il Domicilio Psichico non coincide con un diritto a non essere influenzati. Ogni persona viene influenzata dalle relazioni, dall’educazione, dalla cultura e dalla comunicazione. La questione riguarda le forme di orientamento che operano in modo sistematico, poco comprensibile e adattivo, riducendo la possibilità di riconoscere l’influenza, rifiutarla o interromperla.

Il Domicilio Psichico è oggi una proposta concettuale e giuridica. Non è un diritto autonomo già riconosciuto dall’ordinamento. Habeas Mentis sta lavorando alla sua definizione e alla verifica dei rapporti con le tutele già esistenti in materia di dignità, libertà personale, vita privata, integrità psichica, protezione dei dati, tutela dei consumatori e regolazione dei sistemi digitali.

II

La Sovranità Cognitiva

La Sovranità Cognitiva è un concetto di lavoro riferito alla possibilità della persona di mantenere un ruolo attivo nei propri processi attentivi e decisionali. Riguarda la capacità di iniziare, proseguire, interrompere o modificare un’azione in modo coerente con intenzioni che la persona possa riconoscere come proprie.

Non significa avere un controllo completo sui pensieri o essere indipendenti da ogni influenza. L’espressione della Sovranità Cognitiva può dipendere dal contesto, dallo stato fisiologico, dalle relazioni e dalle caratteristiche dell’ambiente nel quale viene presa una decisione.

La definizione scientifica del concetto è ancora in corso. Habeas Mentis non utilizza la Sovranità Cognitiva come diagnosi, come giudizio sulla persona o come qualità che possa essere misurata oggi attraverso un punteggio già disponibile.

III

Indice di Sovranità Cognitiva

L’Indice di Sovranità Cognitiva è uno strumento di ricerca che Habeas Mentis intende sviluppare e sottoporre a validazione. Al momento non esiste una versione validata e utilizzabile dell’Indice.

L’obiettivo non è misurare in assoluto quanto una mente sia sovrana. L’eventuale strumento dovrebbe aiutare a osservare come alcune condizioni personali e ambientali si associano alla possibilità di mantenere o recuperare il controllo dell’attenzione e della decisione in un contesto definito.

La struttura dell’Indice, le sue dimensioni e gli indicatori da utilizzare devono ancora essere stabiliti attraverso la ricerca. Nessun singolo parametro fisiologico, comportamentale o soggettivo può essere considerato da solo una misura della Sovranità Cognitiva.

L’Indice non è concepito per diagnosi cliniche, classifiche individuali, selezione del personale, valutazioni scolastiche, decisioni contrattuali o confronto tra atleti.

IV

La proposta normativa

Habeas Mentis sta lavorando alla costruzione di una proposta normativa sul Domicilio Psichico. L’obiettivo è definire quando l’orientamento esercitato da un sistema digitale possa diventare giuridicamente rilevante e quali obblighi possano essere richiesti a chi progetta o utilizza sistemi capaci di osservare, prevedere e influenzare il comportamento.

Il lavoro parte dalle tutele già presenti nell’ordinamento italiano ed europeo. Non intende sostituirle né affermare che siano prive di efficacia. Intende verificare se esistano aspetti oggi trattati in modo separato che richiedano una disciplina più organica, in particolare quando profilazione, personalizzazione e progettazione persuasiva operano insieme.

La proposta è in fase di elaborazione e confronto. I contenuti pubblicati sul sito descrivono le finalità del progetto e le questioni che Habeas Mentis intende sottoporre a giuristi, ricercatori, istituzioni e decisori pubblici. Non descrivono una legge già vigente.

Parte terza

La ricerca

Il programma

Il programma di ricerca

Il programma di ricerca di Habeas Mentis riguarda la definizione della Sovranità Cognitiva e lo studio del rapporto tra persona e ambienti digitali persuasivi.

Il programma si trova attualmente nella fase concettuale e metodologica. Non sono ancora stati completati studi empirici, non sono disponibili risultati sperimentali e non esiste un indice validato. Le ipotesi descritte nei materiali del progetto devono quindi essere considerate domande di ricerca e non conclusioni scientifiche.

Il lavoro previsto comprende la revisione della letteratura, la definizione del costrutto, lo sviluppo e la validazione di eventuali strumenti di misura, lo studio delle caratteristiche degli ambienti persuasivi e la valutazione dei possibili impieghi giuridici e regolatori dei risultati.

Ogni futura attività empirica dovrà essere svolta attraverso protocolli scientifici ed etici adeguati. Il programma non intende accedere al contenuto dei pensieri né produrre strumenti di sorveglianza o valutazione delle persone.

Linea applicata

Sport e neuroatletica

La neuroatletica è una linea di ricerca applicata attualmente in fase di progettazione. L’ipotesi è utilizzare il contesto sportivo per studiare il rapporto tra carico digitale e attentivo, recupero fisiologico e qualità della decisione sotto pressione.

Non sono ancora disponibili dati che dimostrino un effetto specifico dell’esposizione digitale sulla prestazione sportiva e non è stato validato alcun protocollo di recupero attentivo. Questi rapporti dovranno essere verificati attraverso studi progettati con partner scientifici e sportivi qualificati.

Gli eventuali progetti pilota dovranno distinguere chiaramente la ricerca dalla gestione della prestazione. La partecipazione dovrà essere volontaria e revocabile. I dati individuali non dovranno essere utilizzati per decisioni di selezione, schieramento, rinnovo contrattuale, trasferimento o valutazione economica dell’atleta.

Area dedicata

Il Domicilio Psichico dei minori

Habeas Mentis dedica un’area specifica ai minori perché infanzia e adolescenza sono fasi nelle quali capacità attentive, emotive e decisionali sono ancora in formazione.

Il lavoro prende in esame le tutele già previste per i minori nell’ambiente digitale e valuta se le architetture persuasive debbano essere considerate anche in relazione alle condizioni di sviluppo, oltre che alla protezione dei dati e dei contenuti.

Habeas Mentis non afferma che ogni esposizione digitale produca danni, né che esistano conseguenze irreversibili dimostrate in modo generale. Propone un’applicazione proporzionata del principio di precauzione e lo sviluppo di ambienti adeguati all’età, trasparenti e facilmente interrompibili.

Anche questa linea è in fase di elaborazione e dovrà essere sviluppata con competenze giuridiche, pediatriche, psicologiche ed educative.